Quella per l’horror è stata una passione fulminante e di rapida consunzione avvenuta nell’estate del 2001.
Mi ritrovai nella classica crisi adolescenziale, il mio ferreo razionalismo vacillava e quale genere è più accogliente per un ragazzo di diciasette anni in crisi mistica dell’horror?
Fu allora che conobbi soprattutto H.P. Lovecraft e Anne Rice.
Il cimento con il genere avvenne più tardi e ovviamente non poteva che subire l’influenza delle letture, soprattutto della regina dei vampiri. Ritengo il brevissimo ciclo di racconti vampireschi abbastanza evocativo e decisamente immaturo, scritto di getto e di poco valore. Lo pubblico comunque.
L’altro racconto è un’emulazione lovecraftiana di basso livello, comunque scritta in tempi più recenti.
Alla sezione allego anche una testimonianza, ahimé romanzata dal mio ego, di fatti a me narrati sempre nell’estate dell’orrore e misticismo 2001.
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