Era raggomitolato, stretto nel cubicolo che era la sua cuccetta. I trasporti di quel tipo erano assai economici, fatto che comportava una cronica assenza di comfort. Non era così per Jared Nisk, che avendo percorso ogni rotta possibile, poteva considerarsi un veterano del viaggio spaziale di linea.
La cuccetta era uno spazio largo e alto appena un metro e lungo un metro e venti. Era stata progettata per ottimizzare il consumo di spazio. In questo modo era possibile sovrappore tre file di cuccette per ogni lato di corridoio di ciascun livello della stiva passeggeri e affiancarne una dozzina. Così il costruttore aveva risolto il problema di ridurre l’ingombro di oltre trecento cuccette in uno spazio relativamente ridotto.
[…]
Lo spazioporto di NeoShydar era maestoso, rispetto a quelli spartani dei pianeti periferici. Era un edificio imponente, ornato dei migliori graniti e marmi proveniente dalla colonia mineraria di Armagstad. La sua sagoma in esterno dominava la piazza su cui si affacciava, adombrando persino i giardini posti a decoro del monumentale ingresso principale. Quest’ultimo garantivo l’accesso ad un atrio immenso, alto venti metri, con una volta sorretta da slanciate colonne rivestite in marmo rosato. Percorsi cinquanta metri circa dall’ingresso coperto, si sviluppava uno scalone splendente che conduceva al livello intermedio, a circa 10 metri d’altezza che costituiva l’accesso ai terminal e alle piste di atterraggio. L’atrio e lo scalone presentavano dei piccoli terrazzi posti ad intervalli di 3 metri circa in altezza, che costituivano anche degli spazi di attesa per i viaggiatori, tutti ornati da zampillanti fontane. Su queste terrazze non era raro essere infastiditi da dei piccoli uccelli, autoctoni del pianeta, quasi inetti al volo dalla zampe lunghe e dal corpo goffo e gonfio, ma caratterizzati da colori sgargianti e cangianti.
[…]
“Quello che stai dicendo è assurdo!” disse Jared con una smorfia
“No, non lo è” replicò l’altro imperturbabile “Non capisce cosa sta accadendo? Un secolo fa la religione quasi non esisteva . Tutto ha avuto origine dall’assassinio di Elis Adrian e l’affermarsi del regime della Giunta. Ora abbiamo raggiunto un nuovo livello: la Repubblica sta morendo. Secondo te cosa succederà quando il processo si compirà? A chi andrà il potere temporale?”
Nisk era sbalordito, nel profondo di se stesso sapeva che Koryak aveva ragione, ma non voleva ammetterlo nemmeno con se stesso. Cercò di replicare ostinatamente: “La Prima Repubblica è durata più di novecento anni!”
“La Seconda invece è debole ed è ancora più indebolita dal potere spirituale del Culto. Il processo è in corso, sotto gli occhi di tutto, ma nessuno se ne sta davvero rendendo conto. Prima o poi però la Repubblica cadrà. E’ inevitabile. Allora il Culto di Galatius prenderà la guida dell’Impero” si fermò, il suo volto assunse un’espressione inquieta “Cosa ne sarà di noi?”
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