Vorrei celebrare il mio quinto anno da blogger scrivendo la storia di questo blog.
Conosco i blog nel lontano (!) novembre 2003, per puro caso! Infatti sto leggendo un profilo utente su un forum che allora frequentavo assiduamente e vedo che per home page è segnalato uno strano indirizzo che finisce con “splinder.it” (allora Splinder aveva ancora l’estensione italiana).
Incuriosito scopro il mondo dei weblog e decido di aprirne subito uno, ovviamente su Splinder perché a quel punto non conoscevo altre piattaforme, anzi non sapevo neanche cosa fosse precisamente un blog! Pertanto lo interpreto alla mia maniera e lo considero come una specie di diario pubblico (ed effettivamente scoprii poi che era uno degli utilizzi più diffusi)
Tears in rain (citazione da Blade Runner, di cui sono sempre stato appassionato) nasce il 22 novembre 2003, con il classico post idiota di chi non sa cosa scrivere.
E’ un diario piuttosto triste, corrisponde a un momento di passaggio della mia vita in cui stavo cercando me stesso dopo alcuni bruschi cambiamenti, tra cui l’inizio della mia vita universitaria. Non mi vergogno di nulla di ciò che ho scritto, dato che tutti i momenti concorrono a fare di noi ciò che siamo e io sono piuttosto soddisfatto della persona che sono diventata.
Poi però il periodo nero finì e il blog divenne un monumento alla depressione che non volevo più vedere, né con cui volevo ulteriormente identificarmi. Quindi con un colpo di spugna, cambiai template (per la prima volta) e il titolo in Sunset Light. Reintegrando gli archivi questa estate mi sono reso conto di come questo blog abbia avuto una vita brevissima, appenna un mese e mezzo. In quel momento la mia vita sentimentale aveva subito un’impennata decisamente positiva e stavo vivendo la bellissima fase dell’innamoramento incondizionato, per cui non dedicai molto tempo al blog. Devo dire che in quei pochi post ho scritto forse le riflessioni migliori di sempre.
Poi decisi di fare piazza pulita. Non so precisamente perché decisi per un intervento così drastico, non lo rifarei ora, però cancellai letteralmente il blog, non prima di aver salvato artigianalmente su Word tutti i post (i rarissimi commenti andarono persi nella scellerata cancellazione).
Dopo l’estate, che devo ammettere mi cambiò la vita, giunto l’autunno non mi ricordo per quale stranissimo guizzo decisi di riprovare a tenere un blog.
E così che nacque The Cottage, il blog che state leggendo, il 23 ottobre 2004, 11 mesi e un giorno dopo il mio primo post, il cui titolo era una citazione di uno dei miei film preferiti La mia Africa, ma non credo che nessuno l’abbia mai capito.
Già allora il sito aveva finalmente assunto l’aspetto di un vero blog. Rispecchiante le mie passioni presentava recensioni e fotografie intervallate dalle immancabili riflessioni.
Nel corso degli ultimi quattro anni questo blog è cambiato molto nell’aspetto e nei contenuti, essendo lo specchio delle mie passioni, spesso tempestose e momentanee, ma credo che la sua essenza sia sempre rimasta la stessa. Che io mi esprima con la fotografia o con gli haiku o con le recensioni librarie e cinefile, questo blog mi rappresenta. Leggerlo da cima a fondo permette solo di essere testimoni di un percorso interiore, di tutti quei momenti che hanno concorso a fare di me ciò che sono oggi.
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Pingback: The Cottage » Storia di un blogger
Scopro che il tuo blog è uno dei pochi in giro per la rete (di quelli che ho visto) molto simile al mio. E, ovviamente, simile anche il modo di pensiero.
Ciao,
M.